L’altra cultura. Voci di donne tra impegno e valore. Maria Enrica Crosio: La Signora di Casa Valery

C’è chi nasce con la camicia e chi nasce in Corso Magenta. Maria Enrica Crosio appartiene alla seconda categoria, ma con un’aggiunta fondamentale: la camicia, probabilmente, sapeva già come cucirla, smontarla e abbinarla a un pezzo di rarissimo cotone americano. La sua storia sembra uscita da un romanzo di formazione ligure, tra il sale di Nervi e i parchi…

C’è chi nasce con la camicia e chi nasce in Corso Magenta. Maria Enrica Crosio appartiene alla seconda categoria, ma con un’aggiunta fondamentale: la camicia, probabilmente, sapeva già come cucirla, smontarla e abbinarla a un pezzo di rarissimo cotone americano.

La sua storia sembra uscita da un romanzo di formazione ligure, tra il sale di Nervi e i parchi di Sant’Ilario. È qui che Maria Enrica cresce, in una palazzina anni ’50, studiando lingue al Grazia Deledda e sognando, forse, di diventare avvocato. Ma il destino (e i genitori) avevano altri piani: meno codici civili e più macchine da cucire. La collaborazione nell’azienda di famiglia si trasforma in una gavetta d’oro nella sartoria artigianale, un’esperienza che le insegna una lezione fondamentale: la bellezza va costruita punto dopo punto.

Nel 1992 arriva l’incontro che cambia la trama: conosce suo marito. Insieme non fondano solo una famiglia (con due figli oggi “esportati” con successo tra la finanza londinese e l’avvocatura torinese), ma un’impresa che dal 1994 porta in Italia il magico mondo del Patchwork. Se oggi i tessuti americani più belli circolano tra le mani delle creative italiane, il merito è in gran parte del loro fiuto.

Ma Maria Enrica non è solo imprenditrice. È, nel profondo, la “creatura” di una nonna materna carismatica e visionaria. Una donna d’altri tempi che l’ha portata per mano tra i palchi del Teatro Margherita e le città d’arte, insegnandole le tre arti nobili della vita: emozionarsi davanti a un quadro, amare l’opera lirica e… saper apparecchiare la tavola come Dio comanda.

Tutto questo bagaglio di “bello” non poteva che esplodere nel 2011, quando Maria Enrica varca la soglia del piano nobile di Palazzo Montanaro. Non è stato un acquisto immobiliare, è stato un colpo di fulmine. Entrare lì è come fare un viaggio nel tempo, tra arredi eclettici dell’800 e una cucina storica col “ronfo” originale che sembra aspettare solo che qualcuno accenda il fuoco.

Sentendosi più una custode che una proprietaria, Maria Enrica ha deciso che quel tesoro non poteva restare chiuso. Si è messa sulle tracce di Paul Valéry (che lì visse la sua celebre “Notte di Genova”), ha rispolverato memorie sbiadite, ha stretto sodalizi con poeti come Massimo Morasso e ha trasformato il Palazzo nel cuore pulsante del Premio Genova-Valéry e della collana Mnemosine.

Oggi, se passate da Palazzo Montanaro, potreste trovarla mentre guida personalmente i visitatori tra quadri ottocenteschi e segreti letterari. Maria Enrica Crosio ha capito il segreto: per salvare la bellezza, bisogna condividerla. E magari farlo con la stessa precisione millimetrica con cui si uniscono i quadrati di una trapunta perfetta.

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