Il vapore sale denso, portando con sé l’odore pungente del basilico pestato e quel profumo dolce, quasi di terra bagnata, delle zucchine. È un piatto che sa di mezzogiorni spalancati, di persiane accostate per tenere fuori il riverbero dell’estate.

La pasta accoglie il pesto con una passività amorosa, lasciandosi avvolgere da quella crema verde brillante, granulosa di pinoli e sapida di formaggio. Poi arrivano le zucchine, tagliate a rondelle sottili, arrese alla padella finché non sono diventate tenere e dorate. Non sono solo un contorno, ma piccole lune lucide d’olio che aggiungono una nota di morbidezza vegetale, un contrasto delicato alla forza aromatica della salsa ligure. Ogni boccone è un equilibrio precario tra la freschezza dell’erba e la dolcezza dell’orto, un rito che si consuma lentamente, mentre fuori il mondo rallenta.
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