L’altra cultura. Voci di donne tra impegno e valore

Dalla cronaca alla Storia: Chiara Persico e il memoires ligure. Genovese, classe ’88 e una capacità innata di shakerare rigore storico e memoires familiari, Chiara Persico non è solo una scrittrice, ma una “storyteller multitasking” che divide le sue giornate tra la comunicazione corporate e la pagina scritta. Dopo gli esordi nel giornalismo e in…

Dalla cronaca alla Storia: Chiara Persico e il memoires ligure.

Genovese, classe ’88 e una capacità innata di shakerare rigore storico e memoires familiari, Chiara Persico non è solo una scrittrice, ma una “storyteller multitasking” che divide le sue giornate tra la comunicazione corporate e la pagina scritta.

Dopo gli esordi nel giornalismo e in TV, Chiara ha trovato la sua cifra stilistica in un dualismo affascinante: da un lato, il successo nei racconti brevi (pubblicata in antologie di prestigio come RAI Libri e Castelvecchi), dove domina un tono ironico e contemporaneo; dall’altro, una profonda vocazione per la memoria storica. Ma è il 2025 il suo anno d’oro: con la pubblicazione per Tralerighe Libri della sua tesi di laurea sull’epistolario dei fratelli Gualco, ha dimostrato che i documenti d’archivio possono pulsare di vita moderna

E il suo primo lavoro di narrativa, “La speranza che ho di ritornare – La guerra dei Gualco”, edito da Il Piroscafo (Gruppo Les Flaneurs), ha convinto la critica, vincendo il Premio Sante Montanaro.

Chiara Persico è una significativa rappresentante di quella nuova generazione di autrici capaci di passare con disinvoltura dal comunicato stampa di una multinazionale alla narrazione intima della Seconda Guerra Mondiale, senza mai perdere quel tocco di leggerezza che rende ogni sua pagina una scoperta.

Il romanzo “La speranza che ho di ritornare – La guerra dei Gualco”, edito da Il Piroscafo (Gruppo Les Flaneurs), non è solo una finzione storica, ma un’opera che affonda le radici nel DNA familiare dell’autrice. Il racconto nasce dall’analisi di oltre 130 lettere autentiche (alcune fonti citano un corpus più vasto ritrovato in una vecchia valigia) scambiate tra il 1940 e il 1945. Al centro della narrazione ci sono tre fratelli genovesi poco più che ventenni — Carlo, Erminio e Armando Gualco — spediti al fronte, mentre a Genova restano i genitori e il fratello minore Natalino. Più che sulle grandi strategie militari, il libro si concentra sulla dimensione umana. Le lettere rivelano il bisogno disperato di normalità, tra amori appena nati, addestramenti, prigionia in Germania e il desiderio costante di riabbracciare il mare di Genova.

Chiara Persico ricostruisce queste vicende con un’immedesimazione che rende i protagonisti vicini al lettore moderno, trasformando un carteggio storico in una saga familiare vibrante e commovente. L’identità letteraria di Chiara Persico è definita da un equilibrio raro: la precisione della ricercatrice unita alla freschezza della narratrice contemporanea.