
In “Fevrier e l’enigma degli uccelli”, la musica non è solo un sottofondo, ma il cuore pulsante dell’indagine. Il protagonista, Audemars Février, è un celebre pianista che si ritrova a vestire i panni dell’investigatore nella Parigi del 1924.
Il romanzo si apre con Février impegnato nella preparazione di un concerto di alto profilo: l’esecuzione della celebre “Sonata a Kreutzer” di Beethoven insieme alla violinista russa Martina Viesky. Questa scelta musicale non è casuale: la sonata di Beethoven è nota per la sua intensità drammatica e la tensione tra gli strumenti, riflettendo perfettamente l’atmosfera carica di mistero che precede la serie di delitti che sconvolgeranno la città.
Il nome del protagonista evoca immediatamente la figura reale di Jacques Février, uno dei più importanti pianisti francesi del Novecento, celebre per le sue interpretazioni di Debussy, Ravel e Poulenc. Ho voluto giocare con questa affinità elettiva, proiettando il lettore in un’epoca d’oro per la musica classica, dove l’armonia delle note si scontra con il caos del crimine.
Il titolo stesso suggerisce un legame con un tema carissimo alla storia della musica: l’imitazione del canto degli uccelli. Sebbene nel libro il tema sia legato ai delitti, nella musica classica questo “enigma” ha ispirato capolavori assoluti:
- Ottorino Respighi: Con la suite Gli Uccelli, dove rielabora brani barocchi che imitano la colomba, la gallina e l’usignolo.
- Olivier Messiaen: Il compositore ornitologo per eccellenza, autore del monumentale Catalogue d’oiseaux.
In questo giallo, Audemars Février usa la sua sensibilità di musicista per decifrare indizi che sfuggono alla polizia tradizionale, trasformando la risoluzione dell’enigma in una sorta di spartito da completare.
E veniamo alla Sonata a Kreutzer
La Sonata n. 9 in La maggiore, Op. 47, universalmente nota come “A Kreutzer”, è molto più di un brano musicale: è un simbolo di tensione emotiva estrema, un “duello” sonoro che ha influenzato profondamente la letteratura e la psicanalisi.
Il legame tra il romanzo L’enigma degli uccelli e questa composizione si sviluppa su tre livelli fondamentali:
1. Il Conflitto Tecnico e Psicologico
Beethoven scrisse sulla partitura che la sonata era composta “in uno stile molto concertante, quasi come fosse un concerto”. A differenza delle sonate precedenti, dove il pianoforte spesso dominava, qui violino e pianoforte si scontrano come due entità paritarie.
- Nel romanzo: Questo rispecchia il rapporto tra Février (pianista) e la violinista Martina Viesky. La musica richiede un’intimità e una coordinazione tale da creare un legame particolare tra gli esecutori.
Non si può parlare della Kreutzer senza citare l’omonima sonata di Tolstoj (1889). Nel suo racconto, lo scrittore russo descrive la musica di Beethoven come una forza “terribile” e sensuale, capace di scatenare passioni incontrollabili.
La sonata è celebre per il suo primo movimento (Adagio sostenuto – Presto), che inizia con un assolo di violino quasi interrogativo, a cui il pianoforte risponde con violenza. La struttura musicale riflette la struttura del giallo. C’è un tema (il delitto), uno sviluppo (l’indagine di Février) e una tensione costante che non trova pace fino all’ultima nota. Per un musicista come Audemars, risolvere l’enigma degli uccelli è come interpretare uno spartito complesso: bisogna trovare la tonalità giusta dietro la dissonanza del crimine
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