L’alfabeto del possibile: dove la ragione incontra l’arte

L’eredità di una persona non si misura quasi mai in oggetti, ma nel modo in cui ha imparato a guardare il mondo. Per me, scrittrice e docente universitaria, la “geometria dell’anima” è un concetto ereditato a tavola, tra una versione di latino e il profumo dell’inchiostro fresco delle decine di giornali che si impilavano nello studio…

L’eredità di una persona non si misura quasi mai in oggetti, ma nel modo in cui ha imparato a guardare il mondo. Per me, scrittrice e docente universitaria, la “geometria dell’anima” è un concetto ereditato a tavola, tra una versione di latino e il profumo dell’inchiostro fresco delle decine di giornali che si impilavano nello studio di mio padre.

Figlia di due mondi apparentemente distanti, io sono il risultato di un esperimento alchemico perfettamente riuscito.


mia madre: Il rigore della bellezza

mia madre era una donna di un’eleganza naturale, ma priva di vanità. Era dotata di una sensibilità acuta, che tuttavia non lasciava mai traboccare nel sentimentalismo. Per lei, la bellezza risiedeva nell’ordine del pensiero. Amante delle lingue morte, mi insegnò che il latino e il greco non sono polvere, ma l’architettura su cui poggiano i nostri sentimenti moderni.

La matematica era il suo rifugio razionale. Questa capacità di analisi mi ha trasmesso la precisione della scrittura: ogni parola nei miei libri è pesata come un’incognita in un’equazione.

mio padre: L’eclettismo del cuore

Dall’altra parte del corridoio c’era mio padre. Un uomo che sembrava vivere in un perenne, fecondo disordine. Giornalista di razza e scrittore di notte, quando la casa taceva, imbrattava tele per puro diletto, cercando di catturare la luce che vedeva fuori dalla finestra. Spesso distratto, con la testa persa in una redazione o in una trama non ancora conclusa, ma capace di gesti di una tenerezza assoluta. La sua dedizione alla famiglia era il perno attorno a cui ruotava tutto il suo caos creativo. Da lui ho ereditato la capacità di narrare l’umano con empatia e quel pizzico di sana follia necessaria a chi vive di storie.


Cosa nasce da questo incontro?

Cosa può uscire da una coppia così? Dopo molti anni mi sono resa conto che io sono diventata il ponte tra questi due mondi. Come docente, possiedo la ferma razionalità e la profondità accademica di mia madre; come scrittrice, ha la curiosità onnivora e la sensibilità visiva di mio padre.

“Mia madre mi ha insegnato a leggere il mondo; mio padre mi ha insegnato a sentirlo battere.”

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