Sono stata molto felice e onorata di ricevere questo premio così prestigioso, in un settore letterario in cui non mi ero mai cimentata prima d’ora.

“La terra di Clara”, il mio lavoro che ha meritato questo premio è, ancora una volta, la storia di una donna.
Clara è una giovane donna che ha subito un grande dolore quando era ancora bambina, ha assistito al suicidio del padre. Ed ha vissuto nella convinzione che quel suicidio fosse dovuto al fatto che l’uomo aveva scoperto che la moglie lo tradiva con un altro.
Questa convinzione l’ha portata da un lato a serbare rancore nei confronti della madre, e dall’altro a dedicare la propria vita a portare avanti l’attività del padre, sacrificando sull’altare della memoria e dell’affetto filiale ogni altro valore, compreso l’affetto per la sorella e per gli amici più sinceri.

Con il suo lavoro, anno dopo anno, Clara ha creato un piccolo impero, assicurando a sé, alla madre e alla sorella una notevole agiatezza, ma quello che le manca è la serenità, la gioia delle piccole cose, come se tutto in lei fosse esclusivamente teso a ripagare il padre della parte di vita che quella morte violenta gli aveva tolto.
Questo fino a che un giorno irrompe nella sua vita una verità sconvolgente, che ribalta completamente la visione dei fatti che aveva avuto fino a quel momento. All’improvviso Clara si rende conto che tutto quanto aveva creduto era falso e che sua madre si era fatta volontariamente capro espiatorio per evitarle un dolore più grande.
Ecco allora che la giovane donna si rende conto che spesso siamo portati a giudicare gli altri senza conoscerli realmente e che l’attaccamento al passato, a quello che non c’è più, può essere pericoloso perché non rende obiettivi. Clara capisce che fino a quel momento è stata prigioniera di un’illusione che l’ha portata a trascurare i veri valori dell’affetto e della condivisione e sceglie di abbandonare tutto nelle mani delle persone che, nonostante la sua perenne ostilità, non hanno mai cessato di volerle bene.
Cosa insegna questo lavoro teatrale.
In questo lavoro ho voluto unire alcune delle caratteristiche tipiche della mia narrazione letteraria: il mondo femminile, i sentimenti delle donne, i valori della famiglia e un pizzico di giallo e di mistero. Tutte queste caratteristiche sono presenti nella pièce, mescolate per rendere un messaggio chiaro: l’amore per le origini, per le tradizioni, per la terra, appunto, non deve mai sovrastare la capacità di comprendere gli altri, non deve soffocare l’empatia e l’amore per il nostro prossimo, soprattutto per coloro che ci sono più vicini.

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