Ricordare le donne “dimenticate” non è solo un atto di giustizia riparatrice, ma un’operazione culturale necessaria per restituire completezza alla nostra storia, troppo spesso scritta secondo una prospettiva unicamente maschile. Le donne sono state protagoniste invisibili, motori di cambiamento in ambiti che spaziano dalla scienza all’arte, dal diritto alla vita quotidiana, eppure i loro nomi sono stati spesso cancellati o relegati ai margini.
Riportare alla luce queste figure significa contrastare la damnatio memoriae, dare alle generazioni future nuovi modelli da conoscere o da riconoscere in se stesse, e ricordare chi ha contribuito con un’eredità di amore, coraggio e dedizione a formare la coscienza collettiva.
In questo contesto si inserisce con forza la Collana Mnemosine – Donne nell’ombra, che ho costituito nel 2018 insieme a un gruppo di amiche, provenienti da vari settori della cultura e del mondo professionale con l’obiettivo specifico di:
- Studiare personaggi femminili trascurati: Focalizzandosi su donne che hanno contribuito alla Storia con idee, dedizione e amore, ma che non hanno ricevuto il giusto riconoscimento.
- Diversificare i campi d’indagine: La collana non si limita alle figure celebri, ma accoglie biografie di donne attive nella politica, nel diritto, nell’economia, ma anche in ambiti rurali e artigiani.
- Creare un ponte tra passato e oggi: Attraverso biografie, saggi e autobiografie attuali, Mnemosine documenta i progressi femminili e le tematiche sociali più urgenti del nostro tempo.
Il progetto Mnemosine, attivo anche attraverso convegni e incontri culturali (come quelli organizzati a Genova e in collaborazione con associazioni come la Fidapa), trasforma la memoria in uno strumento dinamico per rileggere la nostra tradizione culturale oltre i confini delle discipline tradizionali.

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